- wow sei davvero un educatore cinofilo? Chissà che cani ubbidienti...
Rimango un attimo e penso ai miei cani..
- veramente non voglio dei cani ubbidienti, voglio dei cani felici...
Non coglie...
-dai non essere modesta, dimmi cosa sanno fare i tuoi cani!
Sono un po' perplessa... Ma poi inizio a raccontare, alla fine sono i miei scarrafoni e parlare di loro mi piace sempre molto...
"beh, sanno tutti correre ed abbaiare... Luna sa salire sul muretto per chiedere le coccole, Camilla mi sgrida da seduta se non mi sbrigo con le carezze, la piccola muttley sa mangiare solo la mollica del pane lasciando indietro la crosta, spike sa fare la faccia da "povero spicchio" e lilla sa girare per il mondo senza vedere e senza arrendersi mai.. Whisky sa un sacco di trucchetti e giochini ma è il meno felice, anche se ora sa fidarsi un po' delle persone. Tutti quanti sanno quanto sia importante il contatto e la coccola, tutti quanti sanno farsi amare alla follia, tutti quanti trovano in me un punto di riferimento e tutti quanti mi danno ogni giorno una ragione per sorridere"
Il mio interlocutore mi guarda inebetito e imbarazzato.
Possibile che tutti i problemi coi cani vengano da quando abbiamo iniziato a misurare il loro valore solo in base a quanti comandi ubbidiscono?
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sabato 7 luglio 2012
Cosa sanno fare i tuoi cani?
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giovedì 8 luglio 2010
l'ultimo modulo...
Eccomi qui, dopo tanti mesi di corso, dopo tante esperienze... questo è il fatidico week end finale.
Ci sentiamo tutti un po' strani.. felici per le persone che abbiamo conosciuto, felici per tutto quello che abbiamo imparato, intimoriti da cosa succederà ora e tristi perchè sembra che questo percorso sia in qualche modo "finito". Sicuramente è difficile mettersi in testa che è finita semplicemente una fase di questo percorso e tutto ciò che sta per venire ora è il frutto di quanto fatto fino ad oggi... ma siamo allo svezzamento! Ora dobbiamo iniziare a volare con le nostre ali che ci sembrano piccole e deboli ma che in realtà hanno tutta la forza di cui abbiamo bisogno, e lo vediamo quando ci avviciniamo a un cane estraneo e senza nemmeno sapere più che ci stiamo
muovendo in un certo modo, riusciamo ad avvicinarlo e a renderci una piacevole compagnia per lui...
eppure quanto ci mancheranno le giornate passate in aula a prendere appunti e a cercare di "assorbire" come spugne tutte le informazioni, visive, tecniche, emozionali che i nostri bravissimi Maestri ci offrivano! E mancheranno le levatacce per arrivare al corso in tempo o le serate passate in agriturismo con la voglia di stare tutti insieme, dividendo quello che c'era da mangiare pur di fare gruppo... le ore passate a discutere tra di noi su quanto era accaduto in aula o a spiegare a chi non aveva capito o a chiedere qualcosa che ci eravamo persi... Ma soprattutto mancherà la frequentazione costante di persone così speciali, compagni, amici, anime compatibili, alle quali nulla importa se ti presenti pieno di peli e puzando pure un po' di cane bagnato perchè hai appena portato il tuo quattrozampe a fare pipì sotto una pioggia interminabile... persone che se chiedi una mano ti danno un braccio, persone che non hanno paura della concorrenza perchè hanno capito che l'unione fa la forza e che la concorrenza non esiste. Persone che sono competitive ma nel senso più nobile del termine: persone cioè che ti offrono gli appunti perchè vogliono che tu abbia le stesse loro possibilità di farcela ma che vogliono essere le migliori solo perchè danno il meglio di sè, non perchè vogliano essere migliori di te. Questo è solo il contorno di ciò che è stato quest'anno di corso ma non sarebbe stato altrettanto facile e coinvolgente senza queste straordinarie persone...
persone speciali..
persone generose...
persone thinkdog!
un grazie di cuore a tutti i miei compagni che spero di continuare a frequentare in futuro, ai tutor, agli assistenti e ultimi ma non per importanza.. a tutti i docenti!
ed eccoci qua, meravigliose persone!


muovendo in un certo modo, riusciamo ad avvicinarlo e a renderci una piacevole compagnia per lui...
eppure quanto ci mancheranno le giornate passate in aula a prendere appunti e a cercare di "assorbire" come spugne tutte le informazioni, visive, tecniche, emozionali che i nostri bravissimi Maestri ci offrivano! E mancheranno le levatacce per arrivare al corso in tempo o le serate passate in agriturismo con la voglia di stare tutti insieme, dividendo quello che c'era da mangiare pur di fare gruppo... le ore passate a discutere tra di noi su quanto era accaduto in aula o a spiegare a chi non aveva capito o a chiedere qualcosa che ci eravamo persi... Ma soprattutto mancherà la frequentazione costante di persone così speciali, compagni, amici, anime compatibili, alle quali nulla importa se ti presenti pieno di peli e puzando pure un po' di cane bagnato perchè hai appena portato il tuo quattrozampe a fare pipì sotto una pioggia interminabile... persone che se chiedi una mano ti danno un braccio, persone che non hanno paura della concorrenza perchè hanno capito che l'unione fa la forza e che la concorrenza non esiste. Persone che sono competitive ma nel senso più nobile del termine: persone cioè che ti offrono gli appunti perchè vogliono che tu abbia le stesse loro possibilità di farcela ma che vogliono essere le migliori solo perchè danno il meglio di sè, non perchè vogliano essere migliori di te. Questo è solo il contorno di ciò che è stato quest'anno di corso ma non sarebbe stato altrettanto facile e coinvolgente senza queste straordinarie persone...
persone speciali..
persone generose...
persone thinkdog!
un grazie di cuore a tutti i miei compagni che spero di continuare a frequentare in futuro, ai tutor, agli assistenti e ultimi ma non per importanza.. a tutti i docenti!
ed eccoci qua, meravigliose persone!

mercoledì 7 luglio 2010
zen to done
ecco un libricino.. o meglio, un ebook, molto simpatico, piacevole, scorrevole e sicuramente utile per le persone che come me hanno..beh, diciamo "qualche piccolo problema organizzativo" tanto per usare un eufemismo.
Ho iniziato a leggerlo ieri sera ed ho trovato già molti spunti interessanti, che ho iniziato a mettere in pratica immediatamente. Sicuramente sarà questo il libro che mi porterò in vacanza quest'anno (insieme al malloppone di appunti e dispense del corso!) e sono fermamente intenzionata a praticarlo, non solo a leggerlo perchè penso che un po' di organizzazione, principalmente mentale, sia ciò di cui ho bisogno in questo momento di cambiamento, mi da una sensazione di sicurezza in più, che non guasta mai. Inoltre vado incontro a una situazione in cui l'organizzazione e la pianificazione saranno molto importanti, prima per lo studio, poi per il lavoro che inizierò a fare a breve, pertanto meglio partire in anticipo!
La prima impressione di questo libricino è ottima per cui se siete inguaribili disordinati, se non avete mai tempo per fare tutto quello che vorreste, se vi sembra che gli 9mpegni prendano il sopravvento sulla vstra volontà (e ricordiamoci tutti che non è mai così, siamo empre noi a scegliere e anche "non scegliere" è già una scelta!!!), ve lo consiglio, visto anche l'investimento veramente limitato, ma solo e soltanto se siete disposti a mettervi in gioco, a smettere di procrastinare e ad impegnarvi nella pratica, perchè troppo spesso si pensa che comprare un ibro sia sufficiente per diventare qualcuno di diverso, mentre in realtà il libro ci da degli spunti, degli strumenti, ma siamo solo noi a vivere e a creare la nostra realtà!
Quindi, perchè non approfittare del momento di pausa e relax che ci concederanno le imminenti vacanze per fare ualcosa di buono per la nostra crescita personale?
buone vacanze a tutti, ci risentiamo ad agosto!
Ho iniziato a leggerlo ieri sera ed ho trovato già molti spunti interessanti, che ho iniziato a mettere in pratica immediatamente. Sicuramente sarà questo il libro che mi porterò in vacanza quest'anno (insieme al malloppone di appunti e dispense del corso!) e sono fermamente intenzionata a praticarlo, non solo a leggerlo perchè penso che un po' di organizzazione, principalmente mentale, sia ciò di cui ho bisogno in questo momento di cambiamento, mi da una sensazione di sicurezza in più, che non guasta mai. Inoltre vado incontro a una situazione in cui l'organizzazione e la pianificazione saranno molto importanti, prima per lo studio, poi per il lavoro che inizierò a fare a breve, pertanto meglio partire in anticipo!
La prima impressione di questo libricino è ottima per cui se siete inguaribili disordinati, se non avete mai tempo per fare tutto quello che vorreste, se vi sembra che gli 9mpegni prendano il sopravvento sulla vstra volontà (e ricordiamoci tutti che non è mai così, siamo empre noi a scegliere e anche "non scegliere" è già una scelta!!!), ve lo consiglio, visto anche l'investimento veramente limitato, ma solo e soltanto se siete disposti a mettervi in gioco, a smettere di procrastinare e ad impegnarvi nella pratica, perchè troppo spesso si pensa che comprare un ibro sia sufficiente per diventare qualcuno di diverso, mentre in realtà il libro ci da degli spunti, degli strumenti, ma siamo solo noi a vivere e a creare la nostra realtà!
Quindi, perchè non approfittare del momento di pausa e relax che ci concederanno le imminenti vacanze per fare ualcosa di buono per la nostra crescita personale?
buone vacanze a tutti, ci risentiamo ad agosto!
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giovedì 18 marzo 2010
ancora su "FB", questa volta come strumento per cambiare il mondo

Quando mi sono iscritta a facebook l'ho visto come una grande opportunità per riprendere i contatti con le persone che ci siamo persi lungo la strada. Qualcuno (acido) sostiene che se quella persona te la sei persa forse il legame non era così forte. Io però credo nelle seconde occasioni e ho ritrovato alcune persone a me molto care e ne sono felice, ma questo l'ho già spiegato altrove.
Andando avanti con i mesi e l'utilizzo del portale mi sono resa conto che c'è veramente gente che non ha nulla da fare e che t'intasa la bacheca con giochini imbecilli (ai quali io stessa gioco, per carità, maposso anche non comunicare al mondo ogni volta che ho raccolto una mela su farmville) e così ho scoperto la grandiosa funzione del tasto "nascondi"... insomma a tutto c'è rimedio, anche alla privacy violata perchè posso facilmente nascondere le mie foto a chi non voglio mostrarle.
Ma da qualche settimana mi sto veramente rendendo conto che facebook può essere una via per il cambiamento, una via per la libera informazione. Io scopro una notizia alla quale i tiggì non hanno dato importanza. la pubblico sul mio profilo e chiedo ai miei amici di pubblicare a loro volta. La notizia si propaga a velocità esponenziale. Ad esempio: Angelo, ha trovato un video raccapricciante di torture ad un gatto; l'ha pubblicato sul suo profilo chiedendo come si potesse fare per denunciare queste persone. Decine di persone l'hanno visto, Fausto ha scritto:
"per questo e per tutti gli altri video simili (sono una quantità che nemmeno si riesce ad immaginare) che doveste trovarvi a incrociare sul web potete fare, seguendo il consiglio del presidente AIDAA, una segnalazione alla polizia postale: per esempio per l'area di Milano si può scrivere una mail con oggetto "ESPOSTO DENUNCIA REATO VIOLENZA SU ANIMALI (ARTICOLO 544 TER CODICE PENALE) INOLTRATA VIA TELEMATICA" a: procura.milano@giustizia.it
Andando avanti con i mesi e l'utilizzo del portale mi sono resa conto che c'è veramente gente che non ha nulla da fare e che t'intasa la bacheca con giochini imbecilli (ai quali io stessa gioco, per carità, maposso anche non comunicare al mondo ogni volta che ho raccolto una mela su farmville) e così ho scoperto la grandiosa funzione del tasto "nascondi"... insomma a tutto c'è rimedio, anche alla privacy violata perchè posso facilmente nascondere le mie foto a chi non voglio mostrarle.
Ma da qualche settimana mi sto veramente rendendo conto che facebook può essere una via per il cambiamento, una via per la libera informazione. Io scopro una notizia alla quale i tiggì non hanno dato importanza. la pubblico sul mio profilo e chiedo ai miei amici di pubblicare a loro volta. La notizia si propaga a velocità esponenziale. Ad esempio: Angelo, ha trovato un video raccapricciante di torture ad un gatto; l'ha pubblicato sul suo profilo chiedendo come si potesse fare per denunciare queste persone. Decine di persone l'hanno visto, Fausto ha scritto:
"per questo e per tutti gli altri video simili (sono una quantità che nemmeno si riesce ad immaginare) che doveste trovarvi a incrociare sul web potete fare, seguendo il consiglio del presidente AIDAA, una segnalazione alla polizia postale: per esempio per l'area di Milano si può scrivere una mail con oggetto "ESPOSTO DENUNCIA REATO VIOLENZA SU ANIMALI (ARTICOLO 544 TER CODICE PENALE) INOLTRATA VIA TELEMATICA" a: procura.milano@giustizia.it
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martedì 6 gennaio 2009
riprendiamoci il nostro cervello
ovvero: come ha fatto l'uomo a sopravvivere per migliaia di anni senza qualcuno che gli dicesse come comportarsi?
Ieri ero al supermercato, e mi guardavo attorno mentre ero in coda. Siamo veramente animali strani... cioè, la gente secondo me si sta completamente rimbambendo. passano minuti a leggere le calorie sul formaggio che comprano per potersene straffogare perchè tanto è light, prendono l'insalata in busta perchè è già lavata e si risparmia tempo, caspita ma quanto ci vuole a lavare un cespo d'insalata??? Ti sei accorto che costa 24 euro al chilo contro i 2 di quella che compri intera a peso??? ma siamo troppo "hi-tech" per metterci a lavare l'insalata, con l'immagine della pubblicità della mamma dinamica strafiga e supertruccata con 5 figli che si gode la vita perchè non deve lavare l'insalata... sicuramente è l'insalata in busta la chiave della sua felicità...
e poi compriamo i giornali per sapere cosa dobbiamo comprare, cosa dobbiamo mangiare, come dobbiamo pensare... io i soldi dei giornali li risparmio per comprarmi qualcosa di veramente utile (un libro... un corso di formazione... un regalo per una persona cara...) stando ai giornali non dovresti più mangiare nulla, i fritti fanno male, il vino una volta fa bene l'altra fa male, la verdure è inquinata, il latte fa venire l'osteoporosi, il formaggio e le uova alzano il colesterolo, la carne è gonfiata, il pesce è al mercurio... in base alla moda del momento, si leggono sui giornali le cose più contrastanti...
Non possiamo semplicemente usare un po' di criterio??? Ascoltandoci un pochino soltanto potremmo tenere presenti le reazioni del nostro corpo a determinati alimenti, ad esempio, io mi sono accorta che i cibi dolci (che, guarda caso non amo)non fanno per me, dopo un'ora mi viene il calo di zuccheri e devo subito mangiare di nuovo, ho poi sperimentato la pasta integrale, accorgendomi che mi fa abbioccare meno di quella bianca, ho scoperto anche che troppa carne mi rende nervosa (e io ne mangio poca perchè non ne sento molto il bisogno...). Mica me lo deve dire il giornale, o la televisione, cosa posso mangiare e cosa no. Quando mangio, se sto bene vuol dire che ho mangiato bene, e caspita, per mangiarmi una mozzarella light scondita, preferisco una punta di gorgonzola sul sedano, sfizia di più e le calorie a spanne saranno le stesse, anzi, forse meno!
Ma tornando al mio supermercato, dovendo prendere solo due cose, non ho preso nemmeno il cestello, poi mi sono lasciata tentare da melone e anguria, così avevo il melone e un quarto d'anguria appesi a una mano, il resto della spesa sulle braccia stile clown. davanti a me, nonno, nonna e nipotino sui 7 anni circa. Il nipote gioca con il rullo della spesa e la loro spesa è già avanti di 40 centimetri abbondanti, nonno e nonna lo lasciano fare. Io avendo quasi un dito segato, gli passo attorno e metto la mia spesa sul rullo. Loro mi guardano male (il nipotino stava giocando e io brutto orco cattivo l'ho interrotto). Ma siamo matti? Io 25 anni fa sarei stata spostata immediatamente alla vista di una persona in difficoltà, mi hanno insegnato ad alzarmi se sul tram c'era un anziano in piedi, mi hanno insegnato a guardarmi intorno e accorgermi degli altri... ora sembra che il mondo sia così pericoloso che i genitori si preoccupino solo di dare il più possibile ai propri figli, anche se questo significa renderli egoisti, egocentrici e menefreghisti... Il mondo non è più pericoloso di quando io ero piccola, sono cresciuta in una città come Milano, ma la cosa non mi ha mai impedito di andare in giro, anche se c'erano tantissime macchine, e ricordo ancora in quinta elementare quando si parlava del "mostro degli ascensori" (maniaco omicida che braccava le sue vittime in ascensore), o del maniaco del furgoncino vecchio (che era un settantenne che girava su un vecchissimo furgoncino per le colline e invitava le bambine a fare un giro...) e ricordo ancora quando tra l'asilo e le elementari mia nonna mi portava a fare la passeggiata al pomeriggio e attraversando il parco mi diceva di fare attenzione alle siringhe...
Ma tutte queste cose non hanno mai impedito a me o ai miei amici di uscire, per Milano o per le colline dove avevo la casa di villeggiatura perchè i nostri genitori ci hanno cresciuti con la coscienza di questi problemi. Ora invece sembra ci siano più pericoli (e i pericoli in realtà, quelli che possono affrontare dei bambini di 10 anni non sono molti più di quelli che c'erano 20 anni fa) allora pur di non doversi preoccupare che il bambino vada fuori a giocare esposto a maniaci, sequestratori, cani feroci, spacciatori, automobili e motorini, gli si comprano i videogiochi, portatili o meno.. così oltre a non imparare ad affrontare i problemi della vita, il pargolo si rimbecillisce totalmente davanti al video... Mi chiedo, con seria preoccupazione, che adulti diventeranno se non si abituano ora a fare i conti con le prove della vita.
Ragazzi, SVEGLIA!!!
Ieri ero al supermercato, e mi guardavo attorno mentre ero in coda. Siamo veramente animali strani... cioè, la gente secondo me si sta completamente rimbambendo. passano minuti a leggere le calorie sul formaggio che comprano per potersene straffogare perchè tanto è light, prendono l'insalata in busta perchè è già lavata e si risparmia tempo, caspita ma quanto ci vuole a lavare un cespo d'insalata??? Ti sei accorto che costa 24 euro al chilo contro i 2 di quella che compri intera a peso??? ma siamo troppo "hi-tech" per metterci a lavare l'insalata, con l'immagine della pubblicità della mamma dinamica strafiga e supertruccata con 5 figli che si gode la vita perchè non deve lavare l'insalata... sicuramente è l'insalata in busta la chiave della sua felicità...
e poi compriamo i giornali per sapere cosa dobbiamo comprare, cosa dobbiamo mangiare, come dobbiamo pensare... io i soldi dei giornali li risparmio per comprarmi qualcosa di veramente utile (un libro... un corso di formazione... un regalo per una persona cara...) stando ai giornali non dovresti più mangiare nulla, i fritti fanno male, il vino una volta fa bene l'altra fa male, la verdure è inquinata, il latte fa venire l'osteoporosi, il formaggio e le uova alzano il colesterolo, la carne è gonfiata, il pesce è al mercurio... in base alla moda del momento, si leggono sui giornali le cose più contrastanti...
Non possiamo semplicemente usare un po' di criterio??? Ascoltandoci un pochino soltanto potremmo tenere presenti le reazioni del nostro corpo a determinati alimenti, ad esempio, io mi sono accorta che i cibi dolci (che, guarda caso non amo)non fanno per me, dopo un'ora mi viene il calo di zuccheri e devo subito mangiare di nuovo, ho poi sperimentato la pasta integrale, accorgendomi che mi fa abbioccare meno di quella bianca, ho scoperto anche che troppa carne mi rende nervosa (e io ne mangio poca perchè non ne sento molto il bisogno...). Mica me lo deve dire il giornale, o la televisione, cosa posso mangiare e cosa no. Quando mangio, se sto bene vuol dire che ho mangiato bene, e caspita, per mangiarmi una mozzarella light scondita, preferisco una punta di gorgonzola sul sedano, sfizia di più e le calorie a spanne saranno le stesse, anzi, forse meno!
Ma tornando al mio supermercato, dovendo prendere solo due cose, non ho preso nemmeno il cestello, poi mi sono lasciata tentare da melone e anguria, così avevo il melone e un quarto d'anguria appesi a una mano, il resto della spesa sulle braccia stile clown. davanti a me, nonno, nonna e nipotino sui 7 anni circa. Il nipote gioca con il rullo della spesa e la loro spesa è già avanti di 40 centimetri abbondanti, nonno e nonna lo lasciano fare. Io avendo quasi un dito segato, gli passo attorno e metto la mia spesa sul rullo. Loro mi guardano male (il nipotino stava giocando e io brutto orco cattivo l'ho interrotto). Ma siamo matti? Io 25 anni fa sarei stata spostata immediatamente alla vista di una persona in difficoltà, mi hanno insegnato ad alzarmi se sul tram c'era un anziano in piedi, mi hanno insegnato a guardarmi intorno e accorgermi degli altri... ora sembra che il mondo sia così pericoloso che i genitori si preoccupino solo di dare il più possibile ai propri figli, anche se questo significa renderli egoisti, egocentrici e menefreghisti... Il mondo non è più pericoloso di quando io ero piccola, sono cresciuta in una città come Milano, ma la cosa non mi ha mai impedito di andare in giro, anche se c'erano tantissime macchine, e ricordo ancora in quinta elementare quando si parlava del "mostro degli ascensori" (maniaco omicida che braccava le sue vittime in ascensore), o del maniaco del furgoncino vecchio (che era un settantenne che girava su un vecchissimo furgoncino per le colline e invitava le bambine a fare un giro...) e ricordo ancora quando tra l'asilo e le elementari mia nonna mi portava a fare la passeggiata al pomeriggio e attraversando il parco mi diceva di fare attenzione alle siringhe...
Ma tutte queste cose non hanno mai impedito a me o ai miei amici di uscire, per Milano o per le colline dove avevo la casa di villeggiatura perchè i nostri genitori ci hanno cresciuti con la coscienza di questi problemi. Ora invece sembra ci siano più pericoli (e i pericoli in realtà, quelli che possono affrontare dei bambini di 10 anni non sono molti più di quelli che c'erano 20 anni fa) allora pur di non doversi preoccupare che il bambino vada fuori a giocare esposto a maniaci, sequestratori, cani feroci, spacciatori, automobili e motorini, gli si comprano i videogiochi, portatili o meno.. così oltre a non imparare ad affrontare i problemi della vita, il pargolo si rimbecillisce totalmente davanti al video... Mi chiedo, con seria preoccupazione, che adulti diventeranno se non si abituano ora a fare i conti con le prove della vita.
domenica 28 dicembre 2008
liberate l'artista in voi!

Sto leggendo un libro veramente interessante. Il titolo è: disegnare con la parte destra del cervello di Betty Edwards.
La parte destra del cervello è quella preposta all'arte, all'istinto, alla creatività, mentre la sinistra è dedicata alla logica.
Io ho fatto il liceo artistico, ma in quattro anni non ho capito un decimo di quello che ho capito nelle prime cento pagine...
Il mio modo di disegnare è già cambiato in soli due esercizi. Si perchè il libro è molto descrittivo ma è anche estremamente pratico infatti è ricco di esercizi, utilissimi per capire come disegnare istintivamente, senza la la nostra parte razionale giudichi o schematizzi quello che abbiamo davanti.
Pare infatti che il problema principale sia la prevalenza del cervello sinistro che è molto "pratico" e, diciamolo, pensa di sapere tutto lui, così per velocizzare il processo, anzichè lasciare che il cervello destro osservi il soggetto da disegnare e lo elabori per inviare alla mano il movimento per riprodurlo, dice semplicemente "occhio" e la mano disegna il simbolo di un occhio... il risultato è un disegno di un bambino di sei anni... o peggio a volte!
Il libro ci insegna a sviluppare la parte destra del cervello che è sempre stata tenuta a bada nell'affanno di preoccuparsi del cervello sinistro, che elabora la parola e i conti... che sembrano essere l'unica cosa veramente importante al giorno d'oggi.
Perchè ve lo consiglio? Perchè mentre disegnate e zittite la vostra parte razionale entrate in intimità con il vostro IO più nascosto...
E vi assicuro che mettere a tacere anche solo per un'ora il cervello che vi elenca tutte le cose da fare, tutti i problemi, tutti i conti da pagare... è rigenerante! Ultimo ma non ultimo, scoprire che in realtà in ognuno di noi c'è un artista molto più bravo di quanto possiamo pensare...
beh è una bella soddisfazione!
La parte destra del cervello è quella preposta all'arte, all'istinto, alla creatività, mentre la sinistra è dedicata alla logica.
Io ho fatto il liceo artistico, ma in quattro anni non ho capito un decimo di quello che ho capito nelle prime cento pagine...
Il mio modo di disegnare è già cambiato in soli due esercizi. Si perchè il libro è molto descrittivo ma è anche estremamente pratico infatti è ricco di esercizi, utilissimi per capire come disegnare istintivamente, senza la la nostra parte razionale giudichi o schematizzi quello che abbiamo davanti.
Pare infatti che il problema principale sia la prevalenza del cervello sinistro che è molto "pratico" e, diciamolo, pensa di sapere tutto lui, così per velocizzare il processo, anzichè lasciare che il cervello destro osservi il soggetto da disegnare e lo elabori per inviare alla mano il movimento per riprodurlo, dice semplicemente "occhio" e la mano disegna il simbolo di un occhio... il risultato è un disegno di un bambino di sei anni... o peggio a volte!
Il libro ci insegna a sviluppare la parte destra del cervello che è sempre stata tenuta a bada nell'affanno di preoccuparsi del cervello sinistro, che elabora la parola e i conti... che sembrano essere l'unica cosa veramente importante al giorno d'oggi.
Perchè ve lo consiglio? Perchè mentre disegnate e zittite la vostra parte razionale entrate in intimità con il vostro IO più nascosto...
E vi assicuro che mettere a tacere anche solo per un'ora il cervello che vi elenca tutte le cose da fare, tutti i problemi, tutti i conti da pagare... è rigenerante! Ultimo ma non ultimo, scoprire che in realtà in ognuno di noi c'è un artista molto più bravo di quanto possiamo pensare...
beh è una bella soddisfazione!
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mercoledì 19 novembre 2008
perchè facciamo "all'italiana"?
Ieri sera ero a casa di amici e mi sono messa a discutere (anche un po' animatamente) con un ospite su una questione a me molto cara: la raccolta differenziata.
Nel mio Comune da alcune settimane è stata agevolata la raccolta differenziata nel senso che ognuno ha il proprio bidone nel quale inserire i rifiuti indifferenziati, mentre per carta plastica e vetro rimangono i bidoni di sempre.
Il ritiro della spazzatura indifferenziata ha un costo, pertanto conviene differenziare per risparmiare sulla bolletta della spazzatura.
Io non sono potuta andare alla riunione di presentazione perchè non stavo bene ma pensavo fosse ormai un obbligo differenziare, nel senso che credevo che chi fosse stato sorpreso con spazzatura riciclabile nel bidone degli indifferenziati sarebbe stato multato.
Invece ho saputo che c'è chi pensa "che me ne frega, io pago di più ma non faccio la differenziata, butto tutto insieme". E qui la discussione si è animata, perchè mi è stato detto che non ho il diritto di andare a rompere le scatole alla gente se butta un mozzicone per terra o se non fa la differenziata, che non sono cose che mi riguardano, e che ognuno a casa propria fa quello che vuole.
Io ho ribattuto che ho tutti i diritti di riprendere qualcuno che sta inquinando, e lo faccio ogni volta che ne ho l'occasione, ogni volta che qualcuno lascia il motore della macchina acceso inutilmente, ogni volta che qualcuno butta una cicca o una cartaccia per terra... ovvio, accetto il rischio di sentirmi dire delle parole ma la cosa non mi ferma. Ognuno a casa sua fa quello che vuole fino a un certo punto! Perchè nel momento in cui mi butti la plastica insieme alla spazzatura normale, se viene bruciata libera gas tossici! Allora, non è più casa tua.. è casa di tutti! E se accetti che sul piano etico ho ragione non mi spiego perchè continui a farlo.. vuol dire che non hai etica?
Mi è stato detto che "c'è chi fa di peggio" e che "lo fanno tutti", che "tanto poi alla discarica va tutto insieme" e che "ma io al mio paese la differenziata la faccio, qui vengo solo una volta a settimana..."
Ma che razza di obiezioni sono? Sembrano buoni motivi? Perchè noi italiani diamo risposte così stupide? perchè "la terra dei cachi è la terra dei cachi"?
Ho addosso una gran tristezza...
Nel frattempo sto leggendo una nuova edizione di un libro che avevano regalato a mio padre nel 1980 forse un po' come presa in giro quando ha comprato la casa in campagna, lui, milanese D.O.C.
Il libro è "Guida all'autosufficienza" di John Seymour. Impressionante come nel giro di 30 anni le due edizioni si differenzino. Nella prima "il libro dell'autosufficienza" tutti gli argomenti sono trattati come se fosse una cosa assolutamente normale prendersi un podere e vivere dei prodotti di questo. In questa edizione si parla della necessità di staccarsi dal mondo commerciale, dell'esigenza di ritrovare le radici e tovare un modo per ritornare a mangiare cibi sani e ridurre l'enorme danno che stiamo portando al pianeta e della consapevolezza che non è impresa facile ma che almeno qualcosa può essere fatto.
Questo libro è un manuale ma visto l'argomento che mi sta molto a cuore, sto leggendo tutti, introduzione compresa (io che le salto a piè pari), e vorrei riportare un paragrafo che secondo me è adatto all'argomento di questo post:
"Ma che differenza farà (potreste chiedervi) se faccio le scale a piedi anzichè in ascensore, o abbasso il riscaldamento di un paio di gradi, o vado in bicicletta anzichè in auto? I vantaggi economici non sono sostanziali, perchè nessuno mi paga per ciò che faccio per il bene comune, per la terra e per il mare, che sono di tutti. Questa è la tragedia della condivisione di un bene comune: nessuno ci paga per tenere puliti gli oceani o l'aria. Ma se è vero che io sono l'unico sule cui azioni ho un certo controllo, allora quello che faccio conta molto. Magari non conta niente per il vasto mondo ma conta molto per me."
Lo trovo un libro rassicurante e pieno di spunti interessanti (specialmente per me che sogno di ritirarmi sul cucuzzolo della montagna ad allevare mucche, caprette e pecore...) anche per chi semplicemente voglia imparare un minimo di manualità o ritornare ad utilizzare prodotti fatti in casa...
Nel mio Comune da alcune settimane è stata agevolata la raccolta differenziata nel senso che ognuno ha il proprio bidone nel quale inserire i rifiuti indifferenziati, mentre per carta plastica e vetro rimangono i bidoni di sempre.
Il ritiro della spazzatura indifferenziata ha un costo, pertanto conviene differenziare per risparmiare sulla bolletta della spazzatura.
Io non sono potuta andare alla riunione di presentazione perchè non stavo bene ma pensavo fosse ormai un obbligo differenziare, nel senso che credevo che chi fosse stato sorpreso con spazzatura riciclabile nel bidone degli indifferenziati sarebbe stato multato.
Invece ho saputo che c'è chi pensa "che me ne frega, io pago di più ma non faccio la differenziata, butto tutto insieme". E qui la discussione si è animata, perchè mi è stato detto che non ho il diritto di andare a rompere le scatole alla gente se butta un mozzicone per terra o se non fa la differenziata, che non sono cose che mi riguardano, e che ognuno a casa propria fa quello che vuole.
Io ho ribattuto che ho tutti i diritti di riprendere qualcuno che sta inquinando, e lo faccio ogni volta che ne ho l'occasione, ogni volta che qualcuno lascia il motore della macchina acceso inutilmente, ogni volta che qualcuno butta una cicca o una cartaccia per terra... ovvio, accetto il rischio di sentirmi dire delle parole ma la cosa non mi ferma. Ognuno a casa sua fa quello che vuole fino a un certo punto! Perchè nel momento in cui mi butti la plastica insieme alla spazzatura normale, se viene bruciata libera gas tossici! Allora, non è più casa tua.. è casa di tutti! E se accetti che sul piano etico ho ragione non mi spiego perchè continui a farlo.. vuol dire che non hai etica?
Mi è stato detto che "c'è chi fa di peggio" e che "lo fanno tutti", che "tanto poi alla discarica va tutto insieme" e che "ma io al mio paese la differenziata la faccio, qui vengo solo una volta a settimana..."
Ma che razza di obiezioni sono? Sembrano buoni motivi? Perchè noi italiani diamo risposte così stupide? perchè "la terra dei cachi è la terra dei cachi"?
Ho addosso una gran tristezza...
Nel frattempo sto leggendo una nuova edizione di un libro che avevano regalato a mio padre nel 1980 forse un po' come presa in giro quando ha comprato la casa in campagna, lui, milanese D.O.C.
Il libro è "Guida all'autosufficienza" di John Seymour. Impressionante come nel giro di 30 anni le due edizioni si differenzino. Nella prima "il libro dell'autosufficienza" tutti gli argomenti sono trattati come se fosse una cosa assolutamente normale prendersi un podere e vivere dei prodotti di questo. In questa edizione si parla della necessità di staccarsi dal mondo commerciale, dell'esigenza di ritrovare le radici e tovare un modo per ritornare a mangiare cibi sani e ridurre l'enorme danno che stiamo portando al pianeta e della consapevolezza che non è impresa facile ma che almeno qualcosa può essere fatto.
Questo libro è un manuale ma visto l'argomento che mi sta molto a cuore, sto leggendo tutti, introduzione compresa (io che le salto a piè pari), e vorrei riportare un paragrafo che secondo me è adatto all'argomento di questo post:
"Ma che differenza farà (potreste chiedervi) se faccio le scale a piedi anzichè in ascensore, o abbasso il riscaldamento di un paio di gradi, o vado in bicicletta anzichè in auto? I vantaggi economici non sono sostanziali, perchè nessuno mi paga per ciò che faccio per il bene comune, per la terra e per il mare, che sono di tutti. Questa è la tragedia della condivisione di un bene comune: nessuno ci paga per tenere puliti gli oceani o l'aria. Ma se è vero che io sono l'unico sule cui azioni ho un certo controllo, allora quello che faccio conta molto. Magari non conta niente per il vasto mondo ma conta molto per me."
Lo trovo un libro rassicurante e pieno di spunti interessanti (specialmente per me che sogno di ritirarmi sul cucuzzolo della montagna ad allevare mucche, caprette e pecore...) anche per chi semplicemente voglia imparare un minimo di manualità o ritornare ad utilizzare prodotti fatti in casa...
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venerdì 26 settembre 2008
Le parole degli anziani
Ieri ero dalla dottoressa.
Nel mio paesino la dottoressa viene una volta a settimana, è un servizio per le persone anziane che non hanno la macchina, o chi le accompagni a farsi visitare, così viene lei. Un signore del posto ha messo a disposizione la sua casa e lei visita in una stanza.
Così ieri ho fatto un salto anc'hio a dire che ho la tosse e che non intendo prendere sciroppi e cose simili... mi ha detto che faccio bene e che se voglio posso fare l'aerosol tra una settimana se non mi passa da sola, ma di continuare con la propoli.
A parte questo, in "sala d'attesa" (la cucina) c'ero io, il padrone di casa, un anziano del paese e una giovane incinta. il padrone di casa e l'anziano parlavano dei vecchi tempi, quando quindicenni venivano dal paese vicino a lavorare nei campi per i proprietari terrieri del paese, che ora è abbandonato a sterpaglie e boschi di gaggie ma fino a cinquant'anni fa era completamente ricoperto di vigne. Raccontavano della vendemmia, delle ragazze che cantavano da una collina all'altra, della festa della vendemmia, di come si legavano i filari, di quanta uva producevano...
io rimanevo incantata ad ascoltarli e pensavo che la mia è l'ultima generazione che ha la possibilità di raccogliere quest'esperienza, questi ricordi, che può imparare qualcosa, perchè quando parlano dell'Antonio, io so chi era ma già chi ha tre o quattro anni meno di me, dell'Antonio, morto di cancro anni fa, non si ricorda... L'Antonio era l'amico di mio padre, il trifulè (tartufaio) che una volta ci ha portati a vendemmiare, io ero piccola ma ricordo perfettamente la vigna piena di gente, il clima scherzoso, il viaggio sul trattore sulla montagna d'uva... gli acini che si mangiavano invece di buttarli nella cesta... a fine giornata noi bambini avevamo la lingua viola di uva barbera...
Come posso fare ora per raccogliere queste memorie, per convincere queste persone a insegnarci qualcosa, a raccontarci qualcosa di questo paese abbandonato, magari davanti a una videocamera, perchè le memorie rimangano, perchè anche chi non c'è o non è interessato adesso, un giorno abbia la possibilità di imparare da queste persone che tra qualche anno non ci saranno più?
Mia mamma mi ha insegnato la scorsa settimana a fare le bambole con le barbe e le foglie delle panocchie... io voglio che i miei figli sappiano fare queste cose, non che diventino campioni con la play station... voglio che si rotolino nel fango e che i problemi siano le ginocchia sbucciate, non il calo della vista per le troppe ore davanti al computer, voglio che i miei figli amino sentir parlare gli anziani perchè si rendono conto che sono una ricchezza irrinunciabile, che sono un bene prezioso e che li rispettino per questo, per il loro sapere, per la fatica che hanno fatto per tirare avanti, non perchè sulla carta d'identità c'è una data di nascita che non appartiene al loro secolo...
Nel mio paesino la dottoressa viene una volta a settimana, è un servizio per le persone anziane che non hanno la macchina, o chi le accompagni a farsi visitare, così viene lei. Un signore del posto ha messo a disposizione la sua casa e lei visita in una stanza.
Così ieri ho fatto un salto anc'hio a dire che ho la tosse e che non intendo prendere sciroppi e cose simili... mi ha detto che faccio bene e che se voglio posso fare l'aerosol tra una settimana se non mi passa da sola, ma di continuare con la propoli.
A parte questo, in "sala d'attesa" (la cucina) c'ero io, il padrone di casa, un anziano del paese e una giovane incinta. il padrone di casa e l'anziano parlavano dei vecchi tempi, quando quindicenni venivano dal paese vicino a lavorare nei campi per i proprietari terrieri del paese, che ora è abbandonato a sterpaglie e boschi di gaggie ma fino a cinquant'anni fa era completamente ricoperto di vigne. Raccontavano della vendemmia, delle ragazze che cantavano da una collina all'altra, della festa della vendemmia, di come si legavano i filari, di quanta uva producevano...
io rimanevo incantata ad ascoltarli e pensavo che la mia è l'ultima generazione che ha la possibilità di raccogliere quest'esperienza, questi ricordi, che può imparare qualcosa, perchè quando parlano dell'Antonio, io so chi era ma già chi ha tre o quattro anni meno di me, dell'Antonio, morto di cancro anni fa, non si ricorda... L'Antonio era l'amico di mio padre, il trifulè (tartufaio) che una volta ci ha portati a vendemmiare, io ero piccola ma ricordo perfettamente la vigna piena di gente, il clima scherzoso, il viaggio sul trattore sulla montagna d'uva... gli acini che si mangiavano invece di buttarli nella cesta... a fine giornata noi bambini avevamo la lingua viola di uva barbera...
Come posso fare ora per raccogliere queste memorie, per convincere queste persone a insegnarci qualcosa, a raccontarci qualcosa di questo paese abbandonato, magari davanti a una videocamera, perchè le memorie rimangano, perchè anche chi non c'è o non è interessato adesso, un giorno abbia la possibilità di imparare da queste persone che tra qualche anno non ci saranno più?
Mia mamma mi ha insegnato la scorsa settimana a fare le bambole con le barbe e le foglie delle panocchie... io voglio che i miei figli sappiano fare queste cose, non che diventino campioni con la play station... voglio che si rotolino nel fango e che i problemi siano le ginocchia sbucciate, non il calo della vista per le troppe ore davanti al computer, voglio che i miei figli amino sentir parlare gli anziani perchè si rendono conto che sono una ricchezza irrinunciabile, che sono un bene prezioso e che li rispettino per questo, per il loro sapere, per la fatica che hanno fatto per tirare avanti, non perchè sulla carta d'identità c'è una data di nascita che non appartiene al loro secolo...
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lunedì 7 luglio 2008
mail, catene, rispetto e bufale
Io ho da anni tre caselle di posta elettronica, due per il lavoro e una personale, ora ho aggiunto un indirizzo di gmail per chattare e almeno su quello mi lasciano un po' tranquilla, ma quante decine di mail inutili vi arrivano oagni giorno? A me centinaia. allora vorrei spendere un post a riguardo con alcuni accorgimenti che adotto.Quando navigo su internet e devo registrarmi a qualche sito indico sempre lo stesso indirizzo e-mail, almeno in questo modo convoglio su quell'indirizzo buona parte dello spam (consiglio a chi inizia ora a navigare di farsi una casella e mail apposita da controllare solo una volta ogni tanto dal web per questo tipo di cose).
Cosa fare quando ricevo una mail? Può essere carino a volte ricevere delle presentazioni (magari non è carino riceverle di 2 o 3 Mb visto che in italia ci sono ancora persone che non hanno l'adsl o abbonamenti flat) con messaggi filosofici o barzellette (ecco, magari le barzellette sarebbe meglio riceverle come allegato .txt o come testo all'interno della mail...) a me piace ricevere quelle con delle belle foto per esempio. Il punto è quando mi trovo al quesito se inoltrarle o no. Io non inoltro quasi mai salvo che il messaggio non sia veramente esilarante e in ogni caso evito di inoltrare a tutti i miei indirizzi, inoltro solo a chi ha tempo di leggerle, ha una connessione che permette di gestire grandi quantità di posta, apprezza questo genere di cose...
Nel momento in cui inoltro però cerco sempre di cancellare i dati di chi mi ha mandato la mail e inoltro ai miei indirizzi in "ccn", per una questione di rispetto della privacy e anche perchè se prendiamo l'abitudine di inoltrare a 20 dei nostri contatti la mail, chi riceve avrà 19 nuovi indirizzi, magari la persona a cui scriviamo non se ne farà nulla ma quella al 5° o 6° livello che non sa nemmeno chi siamo ed ha bisogno di indirizzi per mandare in giro un po' di spam si trova una rubrica di centinaia di persone...
Altro tasto dolente: le catene di Sant'Antonio. A volte mi capita di inoltrare alcune di queste catene, quando sono simpatiche o quando il loro messaggio è interessante. Elimino sistematicamente la frase minatoria che si trova in genere alla fine di queste catene: "se non inoltrerai questo messaggio ad almeno 10 persone moriranno tutti i tuoi parenti di morte lenta e dolorosa" perchè è veramente meschino e se inoltro un messaggio perchè mi piace il contenuto non vedo perchè devo aggiungere 'sta frase jellatrice (io non ci credo ma siccome qualcuno che ci crede c'è, la tolgo così se non inoltra è in buona fede e la jella resta a me ;-) he he). Per le richieste di aiuto o messaggi su catastrofi informatiche e cose simili invece c'è un blog meraviglioso che è attivissimo.net con il suo motore di ricerca interno col quale inserendo una parola o una frase saliente della mail si può andare a leggere la ricerca che è stata fatta riguardo questo messaggio, le varie versioni, la data di nascita, se è una bufala e perchè.
Se tutti ci abituassimo ad utilizzarlo invece di inoltrare senza riflettere (tanto inoltrare non ci costa nulla) ci sarebbe in giro molta meno porcheria (mi viene in mente il caso della bambina malata di leucemia, avevo fatto il calcolo che l'ultima volta che mi è arrivata la mail erano passati forse 6 anni da quando i dottori avevano fissato al data del decesso, ora, ammesso anche che fosse stato vero, che senso aveva inoltrare questa mail dopo così tanto tempo?).
Quindi, riduciamo la quantità e curiamo un po' più la qualità delle mail che inviamo, per una questione di rispetto perchè se tutti lo facessimo la nostra mail non sarebbe così intasata ogni giorno e il tempo impiegato per leggere, inoltrare, modificare, cancellare mail potrebbe essere utilizzato per scopi molto più interessanti e utili...
Cosa fare quando ricevo una mail? Può essere carino a volte ricevere delle presentazioni (magari non è carino riceverle di 2 o 3 Mb visto che in italia ci sono ancora persone che non hanno l'adsl o abbonamenti flat) con messaggi filosofici o barzellette (ecco, magari le barzellette sarebbe meglio riceverle come allegato .txt o come testo all'interno della mail...) a me piace ricevere quelle con delle belle foto per esempio. Il punto è quando mi trovo al quesito se inoltrarle o no. Io non inoltro quasi mai salvo che il messaggio non sia veramente esilarante e in ogni caso evito di inoltrare a tutti i miei indirizzi, inoltro solo a chi ha tempo di leggerle, ha una connessione che permette di gestire grandi quantità di posta, apprezza questo genere di cose...
Nel momento in cui inoltro però cerco sempre di cancellare i dati di chi mi ha mandato la mail e inoltro ai miei indirizzi in "ccn", per una questione di rispetto della privacy e anche perchè se prendiamo l'abitudine di inoltrare a 20 dei nostri contatti la mail, chi riceve avrà 19 nuovi indirizzi, magari la persona a cui scriviamo non se ne farà nulla ma quella al 5° o 6° livello che non sa nemmeno chi siamo ed ha bisogno di indirizzi per mandare in giro un po' di spam si trova una rubrica di centinaia di persone...
Altro tasto dolente: le catene di Sant'Antonio. A volte mi capita di inoltrare alcune di queste catene, quando sono simpatiche o quando il loro messaggio è interessante. Elimino sistematicamente la frase minatoria che si trova in genere alla fine di queste catene: "se non inoltrerai questo messaggio ad almeno 10 persone moriranno tutti i tuoi parenti di morte lenta e dolorosa" perchè è veramente meschino e se inoltro un messaggio perchè mi piace il contenuto non vedo perchè devo aggiungere 'sta frase jellatrice (io non ci credo ma siccome qualcuno che ci crede c'è, la tolgo così se non inoltra è in buona fede e la jella resta a me ;-) he he). Per le richieste di aiuto o messaggi su catastrofi informatiche e cose simili invece c'è un blog meraviglioso che è attivissimo.net con il suo motore di ricerca interno col quale inserendo una parola o una frase saliente della mail si può andare a leggere la ricerca che è stata fatta riguardo questo messaggio, le varie versioni, la data di nascita, se è una bufala e perchè.
Se tutti ci abituassimo ad utilizzarlo invece di inoltrare senza riflettere (tanto inoltrare non ci costa nulla) ci sarebbe in giro molta meno porcheria (mi viene in mente il caso della bambina malata di leucemia, avevo fatto il calcolo che l'ultima volta che mi è arrivata la mail erano passati forse 6 anni da quando i dottori avevano fissato al data del decesso, ora, ammesso anche che fosse stato vero, che senso aveva inoltrare questa mail dopo così tanto tempo?).
Quindi, riduciamo la quantità e curiamo un po' più la qualità delle mail che inviamo, per una questione di rispetto perchè se tutti lo facessimo la nostra mail non sarebbe così intasata ogni giorno e il tempo impiegato per leggere, inoltrare, modificare, cancellare mail potrebbe essere utilizzato per scopi molto più interessanti e utili...
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martedì 1 luglio 2008
l'attimo fuggente
Se qualcuno non avesse ancora visto il film (possibile???) ovviamente il mio consiglio è di prendersi una seratina di realx e affittare il dvd.
Per chi volesse saperne di più (da brava anticonformista non m'importa nulla citare i premi oscar e cose varie, a me è piaciuto a prescindere...) su Wikipedia ci sono tutti i dati sul cast, regista, premi oscar ecc.
Qui invece uno spezzone (ma ce ne sono motli altri) per chi volesse un assaggio. A questo punto non resta che augurarvi buona lettura e buona visione!
Rispetto
Il rispetto.
Mi stavo chiedendo esattamente cosa sia il rispetto perchè ho avuto a che fare con alcune persone che mi hanno messa in difficoltà a riguardo (ho permesso che mi facessero sentire paranoica a riguardo ma sono rinsavita). Io ho le mie idee, come tutti. Sono purtroppo molto radicata su alcune di queste al punto che diventano questioni di vitale importanza. Il rispetto è una di queste. Sarà che mi hanno insegnato l'educazione, quella che ora spesso non si vede (e non sono Matusalemme, ho 31 anni, ma vedo già gente che ha solo una decina d'anni meno di me che è cresciuta con altri princìpi) e di cui io spesso sento la mancanza... Io sono cresciuta con il motto (biblico) "Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te" e non perchè mi sia stato inculcato a forza, ma perchè mi piaceva tantissimo l'idea, me ne sono innamorata fin da piccola, specie quando gli altri facevano a me quello che io non avrei mai fatto a loro!
Ad ogni modo, appunto, cercavo di fare una lista delle cose che denotano rispetto. Ho iniziato a pensare e le cose che mi sono venute in mente sono:
Mi stavo chiedendo esattamente cosa sia il rispetto perchè ho avuto a che fare con alcune persone che mi hanno messa in difficoltà a riguardo (ho permesso che mi facessero sentire paranoica a riguardo ma sono rinsavita). Io ho le mie idee, come tutti. Sono purtroppo molto radicata su alcune di queste al punto che diventano questioni di vitale importanza. Il rispetto è una di queste. Sarà che mi hanno insegnato l'educazione, quella che ora spesso non si vede (e non sono Matusalemme, ho 31 anni, ma vedo già gente che ha solo una decina d'anni meno di me che è cresciuta con altri princìpi) e di cui io spesso sento la mancanza... Io sono cresciuta con il motto (biblico) "Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te" e non perchè mi sia stato inculcato a forza, ma perchè mi piaceva tantissimo l'idea, me ne sono innamorata fin da piccola, specie quando gli altri facevano a me quello che io non avrei mai fatto a loro!
Ad ogni modo, appunto, cercavo di fare una lista delle cose che denotano rispetto. Ho iniziato a pensare e le cose che mi sono venute in mente sono:
- ascoltare l'altra persona
- accettare le sue idee (che non significa per forza condividerle)
- accettare questa persona
- essere di parola
- essere onesti
...poi mi sono fermata.
Non perchè non ci sia altro da aggiungere ma perchè ho sorriso quando ho trovato la giusta definizione di "rispetto", perchè è una cosa talmente elementare... probabilmente me la stamperò su una maglietta.
Questo significa porre attenzione alle sue esigenze (necessità fisiche e psicologiche, idee, richieste) e permettergli di esprimersi liberamente, indipendentemente da quali siano queste esigenze.
Per esempio, per me è vitale rispettare gli impegni presi, non ho mai tollerato il classico "bidone" la trovo un'offesa grossissima. Chi si rapporta con me magari non da peso a questo fatto, ma se avere rispetto significa agire in maniera tale da non procurare danno al prossimo, la persona che si rapporta con me dovrebbe, se mi rispetta, preoccuparsi di non farmi bidoni, perchè anche se a lui il bidone non provocherebbe danno, a me si...
Morale della favola: siamo troppo concentrati su noi stessi per preoccuparci di non arrecare danno al prossimo?
Non perchè non ci sia altro da aggiungere ma perchè ho sorriso quando ho trovato la giusta definizione di "rispetto", perchè è una cosa talmente elementare... probabilmente me la stamperò su una maglietta.
Rispettare un altro essere vivente significa semplicemente tener conto della sua natura e delle sue necessità e agire in maniera tale da non procurargli danno.
Questo significa porre attenzione alle sue esigenze (necessità fisiche e psicologiche, idee, richieste) e permettergli di esprimersi liberamente, indipendentemente da quali siano queste esigenze.
Per esempio, per me è vitale rispettare gli impegni presi, non ho mai tollerato il classico "bidone" la trovo un'offesa grossissima. Chi si rapporta con me magari non da peso a questo fatto, ma se avere rispetto significa agire in maniera tale da non procurare danno al prossimo, la persona che si rapporta con me dovrebbe, se mi rispetta, preoccuparsi di non farmi bidoni, perchè anche se a lui il bidone non provocherebbe danno, a me si...
Morale della favola: siamo troppo concentrati su noi stessi per preoccuparci di non arrecare danno al prossimo?
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martedì 24 giugno 2008
il metodo del "giusto peso per sempre"
Questo è sicuramente un post che mi sta molto a cuore.Non sarà di facile stesura perchè le sensazioni che ho a riguardo sono molto forti e temo di non riuscire a rendere l'idea di come incontrare Debora Conti abbia cambiato la mia testa.
Partiamo dall'inizio allora.
tutto è nato il giorno in cui stavo leggendo il libro di Jean Philippe Zermati "dimagrire senza diete" ed.Tecniche Nuove. Leggevo cose che erano logiche ma che mi sembravano impossibili da mettere in pratica e pensavo: "se solo ci fosse in Italia qualcuno che insegna queste cose, ci andrei subito!" (ancora non conoscevo la Legge dell'attrazione di cui parlerò in un prossimo post). Dopo aver provato tante diete non credi più a niente e quello che c'era sritto mi sembrava l'unica via ancora percorribile.
Dopo poco tempo, non so come non so perchè ho trovato il sito di Debora. Ero sbalordita perchè leggevo quello che c'era scritto e ritrovavo i concetti di quel libro che doveva essere finito in fondo a qualche scaffale tra le cose lette e mai messe in pratica. così mi sono subito interessata. Ho visto che avrebbero fatto un seminario a distanza di un mese, era la mia occasione. Lì per lì mi sono detta che la cifra richiesta per un giorno di seminario era impegnativa per le mie tasche. Poi ho riflettuto bene: solo un anno prima (anzi meno) avevo speso praticamente il doppio per seguire una dietologa che mi aveva fatto perdere 4 chili in 4 mesi e che aveva preso il giro a chiedermi 25 euro una volta al mese per pesarmi e dirmi: "bene, continui così" anche se non avevo perso un etto. Questo ragionamento mi ha convinta e ho inviato subito la richiesta d'iscrizione ed ho anche acquistato il manuale (non potevo aspettare ancora un mese, quando qualcosa m'interessa divento di un'impazienza colossale). Beh è stato uno dei migliori acquisti della mia vita. Sono arrivata al seminario diciamo "già preparata" ma gli esercizi che abbiamo fatto quel giorno, vedere Debora spiegare... è stata una splendida esperienza perchè mi ha permesso di imparare molte cose tra cui anche E.F.T.!
Ricordo di aver pensato subito che fosse una persona molto brava a gestire la discussione, perchè in certi casi, quando dai spazio a un pubblico, rischi che ne prenda troppo, lei invece mi ha dato la sensazione di essere sicura di sè e sapere esattamente quanto spazio concedere e come riprendere la parola.
Quando ho frequentato il seminario, la mailing list di Deb era piuttosto magra, c'erao pochissimi iscritti e scrivevano poco. Dopo due o tre seminari si era popolata di gente meravigliosa pronta a confrontarsi e sostenersi.
Che cosa mi ha dato questo metodo?
Non voglio parlare di perdta di peso o di centimetri oggi, seguendo i vari links potrete vedere da soli che questo metodo funziona e come funziona, io oggi voglio parlare della libertà e della coscienza di me.
Debora mi ha insegnato l'indipendenza e per questo avrà la mia eterna gratitudine. Mi ha parlato di potere d'influenza e di controllo e voglio spiegarlo anche a chi legge questo blog.
Ci sono tre livelli di potere che abbiamo sui fatti della vita:
Nessun potere: ci sono cose nella vita sulle quali non abbiamo nessun potere, nè d'influenza nè di controllo, nessuno. Esempio: oggi piove. Posso controllare le forze metereologiche? no. POsso influenzarle in qualche modo? No. quando so di non aver nessun potere su qualcosa è inutile che ci spenda energie e imparo a conviverci senza arrabbiarmi (mica posso imprecare se oggi piove e io volevo fare un pic nic, o meglio, posso urlare fin che voglio ma le cose non cambieranno per cui meglio incanalare l'energia altrove.
Potere di influenza: quando la questione riguarda qualcun altro posso provare ad influenzare le sue scelte/decisioni. Non posso decidere per questa persona, non posso costringerla, posso solo provare a farla ragionare e portarla dalla mia parte. l'importante sta nel capire quanta energia impiegare per questa crociata, perchè se mi rendo vonto che non ho modo di convincerla devo accettare il fatto che è il suo potere di controllo e che io ho solo potere d'influenza
Potere di controllo: quando quello che succederà dipende solo da noi. Ovvero, io posso decidere in questo momento se alzarmi e andare a bere un bicchiere d'acqua, se stare qui a scrivere, se andare a fare una passeggiata, se mangiare una torta alla meringa con la panna o se prendere una pistola e sparare al primo che incontro per strada. Quello che io faccio dipende solo e soltanto da me, compreso e assimilato queto concetto viene automatico il riconoscimento del nostro senso di responsabilità (ovvio che sono io ad agire e sono l'unica a poter decidere sulle mie azioni, mi devo assumere la responsabilità delle scelte che faccio) e a quel punto non esiste più il: "ho mangiato per colpa di tizio che mi ha fatto arrabbiare" oppure il "Non ho scelta" come scrivevo qualche tempo fa nella mailing list di Deb, un semplice esercizio per aumentare la coscienza che siamo noi a decidere della nostra vita è imparare a cancellare dal nostro vocabolario la frase "non posso..." ad esempio se mi invitano a cena e io pensavo di passare la serata in casa con la mia famiglia smetto di dire "mi spiace stasera non posso" sostituendolo con: "grazie, magari facciamo un'altra sera perchè questa sera vorrei passarla a casa con la mia famiglia" perchè questo mi rende responsabile della mia scelta, è anche una questione di autstima, io ho il diritto di fare quello che voglio e non vedo perchè dovrei dare l'idea (agli altri e anche a me stessa) di essere subordinata ad altri impegni, stabilisco io le mie priorità.
Quando ho imparato che il potere di controllo era quello sui cui dovevo convogliare la maggior parte delle mie energie la mia vita ha iniziato ad essere molto più serena ed equilibrata.
Grazie a Debora ho imparato che posso accettare le persone intorno a me e non farmi influenzare dai loro umori, ho imparato ad annullare le critiche "cattive" (c'è un interessantissimo esercizio in merito: immaginate la persona che vi sta criticando con la bocca a trombetta e immaginate che quello che vi dice esca come se fosse il suono di quella trombetta, ora la persona ha la faccia verde ed enormi orecchie... serve a ridurre l'impatto di quello che dice) ho imparato a dire di no, ad amare me per prima, ad accettarmi, a gustare la vita, a dare importanza a quello che penso e a quello che faccio e a credere in me.
Credo siano obiettivi più importanti dei centimetri o dei chili persi, per quelli vi rimando ai links sulla destra (riappacificarsi con il proprio corpo - PNL e rapporto col cibo) e a questi di seguito che sono tutti prodotti che mi sento di consigliarvi in tutta sincerità:
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Allora, questo è quello che vi chiedo di fare, nel mio piccolo su questo blog: ricordatevi di questo post quando troverete un video di maltrattamenti, che sia su facebook o youtube o qualunque altro sito e denunciate. Come dice saggiamente Fausto se iniziamo a far arrivare delle denunce vorranno muoversi per risolvere il problema?
ecco, sempre da Fausto, (grazie) il modulo esatto per la denuncia:
OGGETTO: ESPOSTO DENUNCIA REATO VIOLENZA SU ANIMALI (ARTICOLO 544 CODICE PENALE) INOLTRATA VIA TELEMATICA Io sottoscritto (Nome e Cognome) nato a (luogo di nascita) residente in (via , numero civico paese e provincia di residenza e cap) telefono (indicare numero di telefono) avendo preso visione in data odierna del video presente in internet qui sotto linkato (mettere link del video in questione) Mi rivolgo a codesta procura per esporre quanto segue: Contenendo il video immagini (descrivere brevemente) che sottopongono a violenza (indicare se cruenta, e contro che animale) trattandosi di video che contiene gli estremi del reato di cui l’articolo 544 del codice penale e che viene diffuso attraverso il sito (indicare sito di diffusione) accessibile anche ai minori. Chiedo a codesta procura di avviare le indagini per individuare e punire i responsabili di tale atto, i responsabili della diffusione e del sito o dei siti internet che contengono e diffondono tale video mediante link. Chiedo inoltre un provvedimento urgente di immediato oscuramento del video in questione. Sono altresì a chiedere di essere messo a conoscenza ai termini di legge delle decisioni relative all’eventuale continuazione o proposta di archiviazione del presente esposto. In fede Firma Luogo e data
Se prima ci tappavano la bocca, ora abbiamo i mezzi, non ci sono più scuse. Non limitiamoci a guardare ed indignarci ma proseguire per la nostra strada: iniziamo ad essere noi ad alzare le chiappe. Come non mi stanco di ripetere: ogni goccia d'acqua è preziosa per l'oceano...